Il sonno è un bisogno umano di base, come l’alimentazione e l’assunzione di bevande, ed è fondamentale per la nostra salute e benessere. Spendiamo fino a un terzo della nostra vita dormendo. I problemi di sonno costituiscono una classe di disturbi “epidemici” che minaccia la salute e la qualità della vita e interessa fino al 45% della popolazione mondiale. L’insonnia non è patologia in sé, ma un effetto secondario di un’altra, che può essere fisica o mentale. Ad esempio, dolori muscolari o stress, possono provocare difficoltà nel conciliare il sonno. Gli specialisti raccomandano, in genere, che si dorma tra 6 e 8 ore al giorno.

I disturbi del sonno
La mancanza di sonno o una sua scarsa qualità hanno un significativo impatto negativo sulla salute, a breve e a lungo termine. A breve termine (il giorno successivo), le conseguenze riguardano attenzione, memoria e apprendimento. I disturbi del sono possono, indirettamente, peggiorare le nostre relazioni sociali a causa del negativo effetto esercitato sull’umore. Non ci sorprende quindi scoprire che la mancanza di sonno è spesso associata a depressione e ansiaoppure a sintomi legati a queste due patologie. Un dato ormai consolidato è rappresentato dall’esistenza di quella che viene definita “relazione bidirezionale” tra insonnia, da una parte, e disturbi depressivi e d’ansia, dall’altra.
Insonnia e Depressione
Tra il 60% e il 90% delle persone con diagnosi di depressione soffre di insonnia. Questa si presenta nella forma di ritardato addormentamento, sonno più breve o percepito come non ristorativo.
Per la logica della relazione bidirezionale, potremmo inoltre affermare che la depressione è causa ed effetto dell’insonnia.
La maggior parte dei farmaci utilizzati per la cura della depressione è efficace per ridurre una specifica fase del sonno e, dall’altro lato, modificazioni selettive del sonno possono agire come trattamento utile alla cura della depressione.
Non trattare l’insonnia può incidere drammaticamente sull’insorgenza e il mantenimento della depressione. In soggetti già depressi, invece, il trattamento per il disturbo del sonno migliora sensibilmente il disturbo psichico e la qualità di vita dei pazienti.
Insonnia e Ansia
L’insonnia poi è particolarmente legata ai disturbi d’ansia. Tra questi, soprattutto, il disturbo d’ansia generalizzato, il disturbo di panico e il disturbo post-traumatico da stress. Nello specifico, gli ultimi due hanno tra i sintomi principali le alterazioni del sonno. Attacchi di panico notturni, in un caso, e incubi associati all’esperienza traumatica, nell’altro. Possiamo stimare che il 42% dei pazienti con disturbi del sonno presenta sintomi d’ansia.
Il tratto comune che riscontriamo nell’ansia e nell’insonnia è che entrambi i disturbi implicano una patologica attivazione fisiologica e cognitiva.
Come per la depressione, anche l’ansia può costituire la causa e l’effetto dell’insonnia e molti dei trattamenti utilizzati per l’uno e l’altro disturbo sono sovrapponibili.
In questo caso inoltre, la persona colpita da insonnia sperimenta l’ansia conseguentemente alla difficoltà di addormentamento. Questa ansia fa sì che la persona non si addormenti realmente, innescando nuovamente lo stato ansioso e generando un loop che si autoalimenta.
Trattamento dei disturbi del sonno
I disturbi del sonno vengono trattati efficacemente grazie a trattamenti farmacologici ma non solo. Spesso il trattamento mediante farmaci è solo di accompagnamento iniziale verso l’utilizzo di trattamenti non farmacologici specifici. Questi trattamenti hanno una consolidata evidenza scientifica e si mantengono efficaci almeno fino ad un anno dopo averli terminati. Rispetto ai trattamenti con farmaci, inducono modificazioni stabili nelle abitudini di sonno. Allo stesso tempo, questo tipo di trattamento non farmacologico garantisce la possibilità di trattare contemporaneamente la patologia depressiva associata.
Effetti dell’insonnia sul cervello
Prevenire e trattare adeguatamente i disturbi del sonno è una dinamica spesso sottovalutata dalle persone, soprattutto, nella società odierna dove è molto in auge lo “stile di vita notturno”. Non dobbiamo mai dimenticare però che il sonno è fondamentale e migliora sostanzialmente lo stato di salute e la qualità di vita delle persone.
Problematiche fisiche come l’obesità, il diabete, il rischio di soffrire di problemi cardiovascolari, la pressione alta e infine i problemi al sistema immunitario, possono essere tutti effetti negativi del dormire poche ore rispetto a quelle necessarie. L’insonnia danneggia la nostra salute fisica e psicologica ma anche il funzionamento del nostro cervello ne risente in modo significativo.
I ricercatori della School of Medicine David Geffen dell’Università di Los Angeles e dell’Università di Tel Aviv, affermano che l’insonnia è dannosa come ubriacarsi e causa gli stessi problemi mentali, alterando il corretto funzionamento del cervello. L’attività neuronale viene danneggiata e questo genera problemi nel nostro modo di percepire il mondo e, di conseguenza, nell’interagire con tutto quello che lo costituisce.
La capacità cognitiva viene profondamente deteriorata, i neuroni si muovono con lentezza e il funzionamento del cervello rallenta, compromettendo la comprensione e la realizzazione di qualsiasi tipo di attività.
Il nostro stile di vita, associato alle nostre abitudini riguardo il sonno, dunque, costituiscono un fattore determinante al fine di avere un cervello sano e un’attività cognitiva completa e pienamente funzionale.
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